L'ARCHIVIO STORICO
La scarsa consistenza dell'Archivio storico dell'Osservatorio
astronomico di Padova, è strettamente legata alle
travagliate vicende politiche succedute alla caduta della
Repubblica di Venezia avvenuta nel maggio 1797, ma anche a
drammatici eventi meno lontani come la prima guerra mondiale,
come appare dalla
storia
dell'Osservatorio padovano.
Questi eventi sono stati la causa primaria della dispersione, se non distruzione, di parte del patrimonio documentario. Ad esempio, molta parte dei documenti e della corrispondenza relativi ai primi due direttori dell'Osservatorio, l'abate Giuseppe Toaldo e il nipote succedutogli alla morte, l'abate Vincenzo Chiminello, è mancante, parte si trova conservata presso la Biblioteca del Seminario Vescovile di Padova, molta è andata dispersa.
Sono rimasti i registri delle osservazioni astronomiche e meteorologiche, facenti parte dell'attività istituzionale degli astronomi presso l'Osservatorio, comprese le osservazioni meteorologiche acquisite da Toaldo, come quelle di Giovanni Poleni, Giambattista Morgagni, Jacopo Bartolomeo Beccari e di corrispondenti della rete meteorologica costituita da Toaldo stesso.
Per una bibliografia si veda Giuseppe Toaldo e il suo tempo, Nel bicentenario della morte, Scienza e Lumi tra Veneto ed Europa, "Atti del Convegno, Padova 10-13 novembre 1997", a cura di Luisa Pigatto, presentazione di Paolo Casini, "Contributi per la storia dell'Università di Padova", 33, 1033 p., Cittadella, Bertoncello Artigrafiche, 2000, pp. 5-100.
I manoscritti di Toaldo, conosciuti, sono elencati in Luisa Pigatto, Giuseppe Toaldo: profilo bibibliografico, in Giuseppe Toaldo e il suo tempo, cit.
Attualmente è iniziata la microfilmatura degli antichi registri delle osservazioni meteorologiche, per consentire un libero accesso ai dati che permetta nel contempo di salvaguardare da una manipolazione distruttiva i registri stessi.

La condizione primaria per poter iniziare l'inventario dei documenti, era lo spostamento in un ambiente adeguato di tutto l'archivio storico, situato in una scomoda piccola stanza al quinto piano della torre dell'antica specola. Per motivi logistici riguardanti tutto l'Osservatorio, l'auspicato trasloco è stato attuato solo negli ultimi mesi del 2001. Sono state acquistate nuove scaffalature, nuove buste e cartelle rispondenti ai criteri di conservazione della documentazione cartacea.
Si è potuto così iniziare l'inventario, soprattutto grazie al progetto promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali intitolato Specola 2000 che tramite un finanziamento dato in gestione alla Soprintendenza Archivistica del Veneto, ha permesso di affidare l'importante incarico ad archiviste laureate e competenti.
È stato deciso di avviare innanzi tutto una ricognizione del materiale successivo al 1923, anno di promulgazione del Decreto che ha separato amministrativamente gli Osservatori Astronomici dalle Università. Infatti la promiscuità, avvenuta nel tempo, delle due istituzioni, Osservatorio Astronomico e Istituto (poi Dipartimento) di Astronomia dell'Università, insieme con l'unicità delle cariche di direzione per il periodo in esame, ha reso urgente iniziare il riordino del materiale riguardante tale periodo che, fino all'ottobre 2001, era ammassato in disordine nel vecchio archivio. Su suggerimento delle archiviste, dott.ssa Piera Zanon e dott.ssa Francesca Sardi, è stato adottato, fin dall'inizio, il software Sesamo, distribuito gratuitamente dalla Regione Lombardia, che consente una descrizione del patrimonio documentario consono agli standard dei moderni criteri di archiviazione, e fornisce un strumento idoneo alla ricerca archivistica. Lo stesso software è stato suggerito agli altri Osservatori dalla dott.ssa Maria Grazia Pastura, dirigente responsabile della Direzione generale degli Archivi del Ministero per i Beni e le Attività culturali, nel corso della riunione del 27 maggio 2002, indetta per fare il punto sullo stato dei lavori del progetto Specola 2000.
La documentazione dell'Archivio Storico sarà accessibile soltanto quando sarà completato l'inventario. Saranno allora decise le modalità di accesso agli studiosi, nel rispetto dei criteri concernenti la tutela e la conservazione del patrimonio archivistico, in conformità alle normative di legge.