History of the Observatory in Asiagodanesin01

 The Asiago Observatory has a relatively recent history; it was in fact founded in 1942. However it is deep-rooted in the secular history of the Paduan Specola, which goes back until 1767. One hundred and fifty years before this, Galileo Galilei, then in Padua, directed his spyglass to the sky, heralding a new era of astronomical research leading four centuries later to the chair ad astrologiam at the University of Padua.
In 1942 Asiago plateau was chosen as the mountain branch of the Padua Observatory and was fitted with a large telescope named Galileo. At the time this was the largest European telescope, having a primary mirror with a diameter of 122 centimetres. Consequently, two Schmidt telescopes were constructed close to the first dome. Finally, the Copernico telescope, having a diameter of 182 centimetres, was built at Cima Ekar, a peak just outside of Asiago.

News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • Forma probabilmente sferica, tonalità rosata, diametro stimato attorno ai 500 km e distanza record: 120 unità astronomiche. Questo l’identikit provvisorio di 2018 Vg18, l‘oggetto celeste più distante che sia mai stato osservato nel Sistema solare. I ricercatori ritengono che si possa trattare di un pianeta nano

  • Il “Libro dell’Anno” Treccani ospita nella sezione dedicata agli eventi scientifici un articolo di Eleonora Ferroni dedicato alla missione della Nasa Parker Solar Probe, partita dalla Terra il 12 agosto 2018 con l’intento di volare, per la prima volta nella storia dell’esplorazione spaziale, in prossimità della corona, la parte più esterna dell’atmosfera solare. Ve lo riproponiamo con il consenso dell’autrice

  • Sabato 22 dicembre l’asteroide (163899) 2003 SD220 passerà, sfrecciando a oltre 22mila km/h, a “soli” 2,8 milioni di km dalla Terra. L’Asi, l’Inaf e la Nasa lo stanno tenendo sotto controllo usando alcuni radiotelescopi – fra quali Srt e quello di Medicina – in modalità radar

  • Anche la suite di quattro strumenti dedicati all’osservazione delle particelle presenti nell’ambiente del pianeta Mercurio è stata accesa e testata con pieno successo. Si conclude nel migliore dei modi la campagna di commissioning di tutto il payload di BepiColombo, in attesa di un’altra fase cruciale: la prima accensione nello spazio dei motori della sonda

  • Gli esperti stavano studiando una gigantesca giovane stella, quando hanno scoperto che si tratta di un bizzarro sistema binario. La secondo stella è molto più debole e piccola della prima, ma in futuro potrebbe dare origine a formazione planetaria

  • I ricordi personali di chi ha conosciuto e lavorato con il premio Nobel 2002 per la Fisica e ha voluto testimoniarlo qui, sulle pagine di Media Inaf: Salvatore Sciortino, Sperello di Serego Alighieri, Gianni Zamorani, Piero Rosati, Stefano Borgani, Roberto Gilli, Maurizio Paolillo e Paolo Tozzi

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