Current Studies - Feasibility Studies

Feasibility Studies

OAPd researchers and technologists participate with their specific expertise in several feasibility (aka "Phase A") studies for future instrumentation and telescopes, to help develop optimized concepts for the science they're intended to perform.

The early involvement in these projects ensure that OAPd researchers will have a privileged access to the resulting instruments once they will become operational, and that will acquire the know-how to best exploit their scientific output.

The feasibility studies in which OAPd is currently involved include: EPICS, a "planet hunter" instrument for the European Extremely Large Telescope (E-ELT), PLATO, a candidate ESA mission for exoplanets detection and characterization and for astereoseismology, the multi-conjugate adaptive optics module for the E-ELT and the European Solar Telescope (EST), a proposed, large aperture (3-5m) telescope for the study of the Sun.


Feasibility - Past Studies

 

News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • Un impatto fra il Pianeta rosso e un piccolo planetoide, grande quanto Cerere o Vesta, potrebbe essere all'origine di Phobos e Deimos. L’ipotesi è avvalorata da un nuovo studio del Southwest Research Institute pubblicato oggi su Science Advances

  • Uno studio della Boulder Colorado University indaga la natura di due formazioni a forma di ali nella galassia Ngc 6240. Si tratta di materiale espulso dalla galassia dal vento stellare e da due buchi neri supermassicci che presto si fonderanno. Il materiale mancante fa prevedere un minore tasso di formazione di nuove stelle.

  • Con un rapporto di contrasto di uno su cento milioni e uno spettrografo a campo integrale da 10mila pixel, la camera hi-tech sviluppata a UC Santa Barbara e al Caltech promette di produrre numerose immagini dirette di pianeti extrasolari. E funziona anche da sensore di fronte d’onda

  • Pronti per la pubblicazione i dati sullo spettro di 340mila stelle nella Via Lattea. Studiati con una precisione senza precedenti, permetteranno – assieme ai dati del telescopio spaziale europeo Gaia – la creazione del più completo atlante stellare mai creato

  • Nella remota galassia attiva Xid2028 un flusso notevole di materia si disperde nello spazio e impoverisce le riserve di gas nella galassia stessa, che nell’arco di dieci milioni di anni potrebbe non avere più la materia prima per forgiare nuove stelle. La scoperta vede protagonisti i ricercatori dell'Inaf

  • Nico Cappelluti, astrofisico romagnolo all’università di Miami, assieme ad altri ricercatori di università statunitensi potrebbe avere scoperto un segnale del decadimento di materia oscura. Lo studio, di cui avevamo già parlato, è ora in via di pubblicazione su The Astrophysical Journal

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