HISTORICAL ARCHIVE

L’Osservatorio Astronomico di Padova è uno dei più antichi esistenti in suolo italiano, tuttavia il suo Archivio storico registra una scarsa, per non dire nulla, consistenza per quanto concerne tutto il periodo Settecentesco, e vaste lacune sono presenti anche in successivi periodi storici. Ciò è strettamente legato alle travagliate vicende politiche che travolsero Padova dopo la caduta della Repubblica di Venezia (maggio 1797), ma anche a drammatici eventi meno lontani come la prima guerra mondiale. Questi eventi sono stati la causa primaria della dispersione, se non distruzione, di parte del patrimonio documentario. Ad esempio, la quasi totalità dei documenti e della corrispondenza relativi ai primi due direttori dell’Osservatorio, Giuseppe Toaldo (1719-1797) e il nipote Vincenzo Chiminello (1741-1815), succedutogli alla morte, o è andata dispersa o è conservata presso la Biblioteca del Seminario Vescovile di Padova. Quel che è rimasto in Osservatorio di quel periodo storico sono i registri delle osservazioni astronomiche e meteorologiche, facenti parte dell’attività istituzionale degli astronomi. Si conservano anche le osservazioni meteorologiche acquisite da Toaldo: quelle di Giovanni Poleni, Giambattista Morgagni, Jacopo Bartolomeo Beccari e quelle dei corrispondenti della rete meteorologica costituita da Toaldo stesso. Assai lacunosa è anche la parte relativa alla direzione di Antonio Maria Antoniazzi (1872-1925), che visse i drammatici anni della prima guerra mondiale.

Il lavoro di riordino dell’Archivio, attuato all’interno del progetto Specola 2000è stato avviato partendo dalla ricognizione del materiale inerente il periodo successivo al 1923, anno di promulgazione del Regio Decreto che separò amministrativamente gli Osservatori Astronomici dalle Università. Infatti la promiscuità, avvenuta nel tempo, delle due istituzioni - Osservatorio Astronomico e Istituto (poi Dipartimento) di Astronomia dell’Università - insieme con l’unicità della carica di direzione per i due enti giuridicamente distinti, mantenutasi fino a tempi recenti, aveva reso urgente il riordino del materiale riguardante tale periodo.

La prima fase del progetto ha quindi visto l’ordinamento, l’inventariazione e l’informatizzazione della documentazione relativa alle direzioni di Giovanni Silva (1882-1957) e Leonida Rosino (1926-1985). Nel corso della seconda fase dei lavori si è poi proceduto al riordinamento e all’inventariazione dei Registri delle Osservazioni astronomiche, degli Atti dell’Ottocento e delle carte afferenti al fondo Santini; successivamente, in una terza fase si è lavorato sui nuclei documentari relativi alle Osservazioni meteorologicheOsservazioni diverseTermografo e barografoContabilità (sec. XIX-XX, inizi), Inventari carico-scarico e si sono inoltre inseriti in serie precedentemente inventariate cospicui nuclei documentari rinvenuti nel corso dei lavori.

 

Stato dei lavori:

L’Archivio è stato dunque per la gran parte riordinato, anche se è probabile che l’esame dei nuclei non ancora inventariati e la revisione globale del lavoro comportino ulteriori precisazioni, integrazioni, modifiche o accorpamenti. È in corso di redazione l’inventario.

Fondi:

«Osservatorio astronomico di Padova». Il fondo comprende tutti gli atti amministrativi (contabilità, inventario, protocollo, personale, spese, edilizia, ecc.) e tutte le osservazioni scientifiche svolte dagli astronomi dell’Osservatorio nel corso del loro lavoro istituzionale (osservazioni meteorologiche e astronomiche, determinazioni di tempo, calibrazione della strumentazione, ecc.). I documenti coprono sia il periodo in cui l’Osservatorio era ancora un gabinetto universitario, sia quello in cui diventò ente giuridico autonomo.

News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • Un impatto fra il Pianeta rosso e un piccolo planetoide, grande quanto Cerere o Vesta, potrebbe essere all'origine di Phobos e Deimos. L’ipotesi è avvalorata da un nuovo studio del Southwest Research Institute pubblicato oggi su Science Advances

  • Uno studio della Boulder Colorado University indaga la natura di due formazioni a forma di ali nella galassia Ngc 6240. Si tratta di materiale espulso dalla galassia dal vento stellare e da due buchi neri supermassicci che presto si fonderanno. Il materiale mancante fa prevedere un minore tasso di formazione di nuove stelle.

  • Con un rapporto di contrasto di uno su cento milioni e uno spettrografo a campo integrale da 10mila pixel, la camera hi-tech sviluppata a UC Santa Barbara e al Caltech promette di produrre numerose immagini dirette di pianeti extrasolari. E funziona anche da sensore di fronte d’onda

  • Pronti per la pubblicazione i dati sullo spettro di 340mila stelle nella Via Lattea. Studiati con una precisione senza precedenti, permetteranno – assieme ai dati del telescopio spaziale europeo Gaia – la creazione del più completo atlante stellare mai creato

  • Nella remota galassia attiva Xid2028 un flusso notevole di materia si disperde nello spazio e impoverisce le riserve di gas nella galassia stessa, che nell’arco di dieci milioni di anni potrebbe non avere più la materia prima per forgiare nuove stelle. La scoperta vede protagonisti i ricercatori dell'Inaf

  • Nico Cappelluti, astrofisico romagnolo all’università di Miami, assieme ad altri ricercatori di università statunitensi potrebbe avere scoperto un segnale del decadimento di materia oscura. Lo studio, di cui avevamo già parlato, è ora in via di pubblicazione su The Astrophysical Journal

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