Current Studies - Feasibility Studies

 PLAnetary Transits and Oscillations of stars

Plot
Figure 1:

PLATO  (PLAnetary Transits and Oscillations of stars) is a space mission proposed in response to the ESA Cosmic Vision 2015-2025 announcement of opportunity and selected by ESA for assessment study. Its objective is to detect and characterize exoplanets by means of their transit signature in front of a very large sample of bright stars, and measure the seismic oscillations of the parent stars orbited by these planets in order to understand the properties of the exoplanetary systems. PLATO is the next-generation planet finder, building on the accomplishments of CoRoT and Kepler: it will observe significantly more stars, which will be three magnitudes brighter (hence the precision of the measurements will be correspondingly greater as will be those of post-detection investigations, e.g. spectroscopy, asteroseismology, and eventually imaging), it will be capable of observing significantly smaller exoplanets. Within the PLATO Payload Consortium, INAF-OAPd has the responsibility for the design of the Telescope Optical Units (TOU), and participates to the design of the on-board data processing with the responsibility for the Instrument Control Unit (ICU). INAF-OAPd also contributes to the development of the science case for both planet search and asteroseismology.

People: C. Arcidiacono, A. Baruffolo, S. Benatti, R. Claudi, S. Desidera, M. Dima, D. Fantinel, J. Farinato, D. Magrin, R. Ragazzoni, V. Viotto.

Collaboration: C. Catala (LESIA), PLATO Consortium

Publications: Catala et al. (2008),  JPhCs 118,2040

News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • Uno studio uscito oggi su Nature, basato sull’analisi di un campione di 12 sistemi binari X di piccola massa, indaga i meccanismi e l’impatto delle emissioni di materia dai buchi neri stellari

  • La stazione spaziale cinese TianGong 1 è ormai prossima al rientro incontrollato in atmosfera, previsto attorno alla prima metà di marzo. Ne parliamo con Alberto Buzzoni, coordinatore scientifico del progetto Prisma, la cui rete italiana di camere per lo studio delle meteore tenterà di seguire l’evento

  • Il satellite cinese Micius ha permesso di dimostrare la fattibilità concreta di un collegamento internet intercontinentale ultra-sicuro facendo comunicare Pechino con Graz, in Austria, attraverso un sistema di crittografia quantistica basato sulla trasmissione di un singolo fotone

  • Lo spettacolo ”Starlight”, opera teatrale sulla storia dell'astrofisica in Italia di e con Filippo Tognazzo, sarà per la prima volta a Milano il 27 e 28 gennaio al Pacta dei teatri durante il festival ”Scienza in scena Atto 1”

  • Quanto può essere massiccia una stella di neutroni? Lo ha stabilito Luciano Rezzolla, dell’Istituto di studi avanzati di Francoforte, combinando le osservazioni delle onde gravitazioni prodotte dalla fusione di un sistema binario di stelle di neutroni con le relazioni quasi-universali presentate dallo stesso autore nel 2016. Media Inaf lo ha intervistato

  • Uno studio internazionale, a cui ha partecipato Sandro Scandolo dell’Ictp di Trieste, ha identificato con precisione il processo attraverso il quale - dal quarzo sottoposto ad alte pressioni nel mantello terrestre - si forma la coesite. Questo minerale si origina anche a seguito di impatti meteorici, contribuendo quindi a identificare l’origine dei crateri

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