SPHERE

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Figure 1:A conceptual view of SPHERE and its sub-systems at the Nasmyth focus of the VLT.

 Direct detection and spectral characterization of extrasolar planets is one of the most exciting but also one of the most challenging areas in modern astronomy. For its second-generation instrumentation on the VLT, ESO has supported two phase A studies for a so-called "Planet Finder" dedicated instrument. Based on the results of these two studies, a unique instrument, SPHERE, is now considered for first light in 2010, including a powerful extreme adaptive optics system, various coronagraphs, an infrared differential imaging camera (IRDIS), an infrared integral field spectrograph (IFS) and a visible differential polarimeter (ZIMPOL). INAF-OAPD is responsible for the IFS channel and the Instrument Software and it has a significant role in the science group, with a special responsibility for the organization of the survey to be done in the GTO time.

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Figure 2:The scheme of the IFS

 The Integral Field Spectrograph (IFS), one of the three scientific channels foreseen in the SPHERE design, is a very low resolution spectrograph (R~50) which works in the near IR (950-1350 nm, with possibility to extend up to 1700 nm), an ideal wavelength range for the ground based detection of planetary features. Adequate spectral and spatial sampling of the VLT diffraction limited PSF with low cross talk level is provided by a micro-lens based new concept (BIGRE), developed jointly by astronomers at OAPD and LAM (France). The field of view is about 1.8x1.8 arcsec. SPHERE-IFS is expected to suppress speckle to a contrast of 10^7, with a goal of 10^8 , at a separation of ~0.5 arcsec from a bright star with magnitude J

People: R. Claudi, R. Gratton, A. Baruffolo, E. Giro, S. Desidera, B. Salasnich, D. Fantinel, D. Mesa, M. Bonavita, E. Bozzato, L. Contri, G. Farisato, L. Lessio, G. Martorana.

Collaboration: J-L. Beuzit, D. Mouillet, P. Puget (LAOG-Grenoble), K. Dohlen, J. Antichi, C. Moutou, M. Barbieri (LAM-Marseille), M. Feldt, Th. Henning (MPIA-Heidelberg), H.M. Schmid (ETH-Zurich), M. Turatto, S. Scuderi, P. Bruno (INAF-Catania), E. Cascone (INAF-Capodimonte), V. De Caprio, M Tintori, D. Tresoldi (INAF-Brera) and SPHERE Consortium

Publications: Antichi et al. (2008), SPIE 7100,47; Baruffolo et al. (2008), SPIE 7019,65; Beuzit et al. (2008), SPIE 7014,41; Desidera et al. (2008), SPIE 7014,119

News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • Il board della National Science Foundation ha dato il via libera al mantenimento in vita dell’Osservatorio, assicurando così il proprio finanziamento – seppur con una progressiva riduzione piuttosto drastica – alle attività scientifiche del grande radiotelescopio

  • Che la velocità della luce nel vuoto fosse la stessa per tutti i fotoni è da sempre uno dei pilastri della fisica e della relatività. Ma alcune teorie alternative non la vedono così. I risultati dello studio di un gruppo di ricercatori guidato da Maria Grazia Bernardini forniscono un nuovo limite sull'energia dei fotoni oltre il quale gli effetti di gravità quantistica diventano importanti

  • Questi oggetti unici nel nostro universo racchiudono una massa pari a poco più di quella del Sole in una regione molto piccola, per questo hanno una densità enorme. Un gruppo di scienziati finlandesi è riuscito a definire con estrema precisione il raggio di una stella di neutroni

  • Il fulmine è un fenomeno atmosferico tanto usuale quanto ancora misterioso, sotto diversi aspetti. Una rete giapponese di rivelatori per raggi gamma ha ora svelato come i fulmini possano produrre radioisotopi e antimateria. Con il commento di Martino Marisaldi dell’Università di Bergen

  • Assodato che i led contribuiscono a non sprecare energia elettrica, gli esperti hanno dimostrato che, in alcuni casi, la ”luce del futuro” potrebbe incrementare l’inquinamento luminoso che invece si cerca di debellare. Un aumento che rischia di passare inosservato ai sensori di Viirs

  • Il rivelatore antartico di neutrini IceCube ha misurato per la prima volta la probabilità che i neutrini vengano assorbiti dalla Terra in funzione della loro energia e della quantità di materia attraversata. La misura è in accordo con il Modello Standard e apre, inoltre, la possibilità di analizzare l’interno del globo terrestre mediante queste sfuggenti particelle

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