Optical Techniques in Biological Microscopy

 OAPd collaborates with the Venetian Institute of Molecular Medicine (VIMM) in a biomedical research program, focused in better understanding homeostatic processes in living cells through new and original technological approaches. The unique characteristics of this project is that it brings together a group with a long lasting experience in cell biology and physiology with a group of astronomers with a long record in the design and utilization of optical instruments and image detection techniques. The OAPd team has a long-standing experience spanning from small focal plane optical devices (image-slicers, optical calibration sources, wavefront analysers), nowadays called smart-optics, to applications in the construction and deployment of complete active optics system at theTNG national observing facility, one of the very first implementations of this concept. The programmed plan is to develop a novel microscopic approach, essentially a "micro-endoscopy" system, based on Graded Index Fibres (GRIN fibres), to be used as "in-vivo" vision probes. If successful, this tool will enormously improve the possibility of investigating living cells in vivo by microscopic techniques. To discern sub-cellular details with GRIN fibres there are several difficulties to overcome, in particular: - the stabilization of the resulting image - the correction of aberrations and the extension of the field of view produced by the optical system (GRIN fibres and microscope). Improvements will be obtained experimenting the insertion of active and adaptive optics systems in the microscope light train. The project was selected by "Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo" in the framework of "BANDO PROGETTI di ECCELLENZA 2006" and funded for 3 years. In the first year of the study, an adaptive optics system for traditional microscopy objectives was developed. Moreover, the possibility to modally drive graded index optical fibers (GRIN) for endoscopy trough adaptive optics systems was tested and verified.

People: F. Bortoletto, C. Bonoli, E. Giro, D. Magrin

Collaboration: F. Mammano (Venetian Institute of Molecular Medicine), C. Pernechele (INAF OA Cagliari)

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News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • Caldo, insetti e ore interminabili di lavoro: questo e molto altro è lavorare nell'Outback in Australia Occidentale. Tutto per installare antenne a bassa frequenza del progetto Square Kilometre Array. Sono le prime 256 di 130mila e l'installazione verrà completata nei prossimi anni. L'Italia è uno dei partner principali del consorzio che si occupa di queste antenne, dalla simpatica forma ad albero di Natale

  • L'aggiunta di Apex all’Event Horizon Telescope rivela nuovi dettagli nella struttura asimmetrica e non puntiforme della sorgente Sgr A * al centro della Via Lattea. Il miglioramento della risoluzione angolare conseguito grazie ad Apex rivela ora dettagli dell’ordine di 36 milioni di km: dimensioni che sono solo 3 volte più grandi dell'ipotetica dimensione del buco nero (3 raggi di Schwarzschild). Tutti i dettagli su The Astrophysical Journal.

  • Questo specchio fungerà da "occhio" per il network di radio antenne MeerKat, uno dei precursori del progetto Square Kilometre Array, e si aggiunge agli strumenti presenti nel deserto Karoo in Sudafrica

  • Il rover della Nasa ha perforato con successo un buco profondo circa cinque centimetri sul suolo marziano e raccolto un campione di polvere di roccia. Si tratta del primo campione ottenuto con il trapano da quando il sistema di perforazione aveva smesso di funzionare

  • Un team di astronomi guidato da Raffaella Anna Marino e Sebastiano Cantalupo del Politecnico di Zurigo ha recentemente scoperto, grazie a quasar impiegati come ”fari cosmici”, dieci galassie primitive e povere di stelle

  • L'atmosfera della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è tutt'altro che omogenea. Oltre agli improvvisi scoppi di gas e polvere, all’alba si possono osservare fenomeni ricorrenti, quotidiani, dove il gas sublimato e la polvere da lui trascinata, si concentrano per formare strutture a forma di getti. Un nuovo studio Nature Astronomy identifica nella strana forma della cometa la causa principale di questi getti

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