Decomissioned CCD

 

Gec P8600 83-85
Thomson TH7882 UV Coated 85-87
Tektronix TK512 Thick 96-98
SITE  Thinned 98-03
1983-1985- imaging
  Format
  578 vert. x 385 hor.
  Pixel Size
  22 µm
  Imaging Area
  12.7 x 8.5 mm
  ADC
  12 bits
  Readout Noise
  24 e- RMS
  Scale
  0.27 arcsec/pixel
  Gain
  11.7 e-/ADU
 1985-1987 - imaging, B&C , Echelle
Format
576 vert x 384 hor.
Pixel Size
23 µm
Imaging Area
13.2 x 8.58 mm
ADC
12 bits/15 bits
Readout Noise
8 e- RMS
Imaging Scale
0.29 arcsec/pixel
Echelle Scale
0.23 Å/pixel H_alpha
B&C Scale
7.77 Å/pixel@150G/mm 
Gain
2.4 e-/ADU
1996-1998 -  imaging
Format
512 x 512
Pixel Size
27 µm
Imaging Area
13.8 x 13.8 mm
ADC
15 bits
Readout Noise
8/9 e- RMS
Scale
0.34 arcsec/pixel
Gain
2.1 e-/ADU
  1998-2003, AFOSC
Format
1024 x 1024
Pixel Size
24 µm
Imaging Area
24.6 x 24.6 mm
ADC
15 bit
Readout Noise
7.5 e- RMS
Scale
0.47 arcsec/pixel
Gain
2.0 e-/ADU

                                                         

 


 

News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • Osservazioni ai raggi X della stella RW Aur A, nella costellazione del Toro, potrebbero spiegare il misterioso oscuramento periodico della stella come il risultato di successivi pasti a base di resti di giovani pianeti che si sono scontrati nelle sue vicinanze. Lo studio su The Astronomical Journal

  • Una nuova tecnica, sviluppata dai ricercatori dell’università di Ginevra, potrebbe consentire di trovare, nel giro di pochi mesi, pianeti con periodi di rivoluzione fino a diversi anni. Il metodo è descritto nella rivista Astronomy & Astrophysics

  • Si tratta di una radiogalassia ad alto redshift, cioè davvero molto distamte. Essendo oggetti rari e difficili da localizzare, gli esperti hanno quindi bisogno di effettuare osservazioni radio che coprano grandi aree di cielo. Lo studio è in uscita su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society

  • Prima luce per la nuova modalità di ottica adattiva, chiamata “tomografia laser”, del Very Large Telescope dell'Eso. Il nuovo sistema ha consentito di ottenere da terra immagini di prova straordinariamente nitide – più di quelle che riesce ad acquisire Hubble dallo spazio – del pianeta Nettuno, di alcuni ammassi di stelle e di altri oggetti.

  • Misurata per la prima volta la massa di Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole, con il metodo del microlensing gravitazionale, ottenendo così una misura precisa che ci permette di scoprire di più su questa stella e il pianeta che la accompagna. Media Inaf ha intervistato la prima autrice dello studio, l’astrofisica Alice Zurlo

  • Spettacolari conferme e un nuovo enigma. I risultati definitivi della missione Esa ratificano, con una precisione senza precedenti, la validità del modello standard della cosmologia. Con un’importante eccezione: l’esatto valore della costante di Hubble. È attorno a quel numero che osservazioni e modelli dovranno ora cimentarsi, ed è lì che potrebbe annidarsi la necessità di una nuova fisica

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