I telescopi Schmidt

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 Il telescopio Schmidt 97/62

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Nel 1958 venne costruito ad Asiago un piccolo telescopio Schmidt 50/40 (specchio sferico di 50 cm, lastra correttrice di 40 cm) progettato dai tecnici di Asiago Galazzi e Rigoni e costruito dalle Officine Sarti di Bologna. Le quasi 6.000 fotografie ottenute dal 1958 al 1966, anno di costruzione dello Schmidt grande, misero in evidenza le numerose ed interessanti possibilità di impiego di uno strumento a grande campo, sia in fotografia diretta sia con prisma obiettivo. Lo strumento, in grado di fotografare 35 gradi quadrati in cielo, consentì la scoperta di una quindicina di supernove, di variabili irregolari e stelle a flares.
Si pensò allora di estendere i programmi e migliorarne i risultati costruendo un secondo Schmidt più potente, di scala maggiore e di minore rapporto focale, operante su lastra anzichè su film. Il nuovo Schimdt 92/67 venne realizzato nel corso di due anni, fautore Leonida Rosino, dal 1953 succeduto a Silva nella direzione dell'Osservatorio ad Asiago.  

LA COSTRUZIONE

Nel 1961 Leonida Rosino trascorse due mesi all'Osservatorio del Lick: in quell'occasione egli fu  favorevolmente colpito dal lavoro che veniva in quella sede svolto con un astrografo di 50 cm per la ricerca e il censimento di ammassi di galassie. Da qui l'idea di dotare Asiago di un grande telescopio di tipo Schmidt che sarebbe stato nel suo genere uno dei maggiori strumenti in Europa ed avrebbe consentito di estendere l'indagine osservativa ad Asiago per la ricerca di supernove e delle variabili a flares - indagini già attivata con la costruzione dello Schmidt piccolo - e iniziare nuovi studi per il censimento di ammassi di galassie, di quasar, di RR Lyra, Wolf-Rayet. Ebbe così origine la Stazione astronomica del Pennar dell'Osservatorio Astronomico di Padova che sorse a circa 200 metri dalla cupola del telescopio Galileo.
L'edificio di sostegno della cupola emisferica di 10 metri, costruita dall'Ing. Zappin di Tavernelle, fu progettato dall'Ing. Girardi di Asiago. Attigue al padiglione d'osservazione furono poste la camera oscura per lo sviluppo delle lastre, i laboratori e l'abitazione per il tecnico. Fu inoltre costruita la nuova officina meccanica.
La montatura meccanica, a forcella, fu realizzata dalla Ditta Sarti di Bologna in stretta collaborazione con i tecnici dell'Osservatorio Galazzi, Pertile e Rigoni i quali seguirono la progettazione del telescopio, la stesura dei disegni e la costruzione e montaggio dei vari pezzi.
Le ottiche dello Schmidt, specchio sferico di 92 cm e lastra correttrice di 67 cm, furono lavorate dalla Ditta inglese Cox, Hargreaves & Thomson. Il telescopio fu inoltre provvisto di due prisma obiettivi, uno di 4.5 gradi e uno di 1 grado, in vetro UBK7 della Schott dalla eccellente trasmissione ultravioletta, in grado di lavorare sia separatamente che in combinazione.
Le fotografie ottenute su lastre di formato 20x20 cm mostrarono subito l'eccellente qualità delle immagini, esenti da aberrazioni fino al bordo.  Venne in inoltre acquistato un Blink Comparator della Zeiss per il confronto simultaneo di due lastre dello stesso campo stellare: questo strumento fu di estrema utilità per la scoperta di supernove e stelle variabili. 

L'INAUGURAZIONE

Lo Schmidt 92/67 fu inaugurato nel 1967, in occasione del bicentenario dell'edificazione della Specola di Padova, quando già il telescopio era entrato in funzione ed aveva fatto oltre mille fotografie in cielo.
La meccanica e l'ottica riuscirono perfettamente, come sottolineò lo stesso Leonida Rosino durante l'inaugurazione del nuovo strumento, grazie anche alla perizia degli esperti tecnici di Asiago:
"Un fatto per dimostrare l'eccezionale perizia dei tecnici: la prima fotografia fatta il 4 settembre 1965, fu una prova del fuoco. La seconda, in senso assoluto, fu una fotografia della galassia M 31 di Andromeda, fatta pochi minuti dopo, ed essa risultò perfetta. Io credo che nessun altro Osservatorio possa vantare un record (se mi permettete il termine) come questo, che la prima fotografia in cielo fatta con un istrumento nuovo di zecca, non abbia mostrato difetto alcuno".
L'interrogativo più grande per il futuro lavoro scientifico del telescopio era, già allora, lo spinoso problema dell'inquinamento luminoso. Rosino lo sottolinea ampiamente, affermando, con una certa preoccupazione:
"Veniamo agli altri fattori locali: le luci della città. a questo un punto particolarmente grave per l'avvenire dell'Osservatorio, tanto grave che non possiamo neppure escludere, che, in un futuro più o meno prossimo, non si sia costretti a trasportare altrove gli strumenti ... "
"... Da qualche anno c'e stata in città e in tutto l'altopiano, una vera e propria esplosione di luci, e il cielo notturno, nella direzione di Asiago e di Gallio, di Canove e Cesuna, appare fortemente illuminato ... "
"... mentre la città si estende, l'illuminazione pubblica continua a crescere. Quindi il futuro dell'Osservatorio rimane dubbio su questo punto".
Negli anni 90 la situazione luci diventò ancora più grave, fino a portare alla decisione - promotore Cesare Barbieri - di spostare i due Schmidt, piccolo e grande, a Cima Ekar, dove nel frattempo era stato costruito il telescopio Copernico da 182 cm.  In tal modo si sottrasse, almeno in parte, gli strumenti al disturbo dell'illuminazione notturna, portandoli in una luogo più elevato e lontano dal centro abitato.  

IL LAVORO SCIENTIFICO

Con lo Schmidt piccolo prima e grande poi vennero portati avanti con enorme successo una serie di programmi scientifici che tanta fama hanno dato ad Asiago. I più importanti furono:

  • Survey di galassie per la scoperta di supernove. Furono molte le supernove scoperte e studiate ad Asiago, oltre una trentina a partire dal 57.
  • Studio delle variabili immerse in nebulose gassose.
  • Ricerca delle variabili a flares. Molte furono scoperte in Orione, nel Monoceros, nelle Pleiadi, Hyadi e Praesepe.
  • Survey in infrarosso di vaste zone del cielo per ricerca di nane a bassa temperatura e grande indice di colore.
  • Scoperta e studio di variabili RR Lyra ad alte latitudini galattiche e loro relazione con gli ammassi globulari.
  • Studio di galassie peculiari, di quasar e galassie compatte.
  • Ricerche varie con prisma obiettivo (stelle con righe di emissione, stelle di Wolf-Rayet, nebulose planetarie, classificazione spettrale ...).   

A questi programmi se ne aggiungono oggi degli altri, come per esempio la ricerca di nuovi asteroidi (più di un centinaio quelli scoperti: sopra il cielo di Asiago volano gli asteroidi Rosino, Asiago, Portule, Ortigara ... ). Il numero delle osservazioni con emulsione fotografica effettuate ai due telescopi Schmidt, fino ad aprile 1999 (attualmente allo Schmidt grande è operativo un CCD), è il seguente:

Schmidt piccolo
Schmidt grande

  fotografia diretta

  18.411

  fotografia diretta

  16.729

  prisma obiettivo

  2.006

  prisma obiettivo

  1.087

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