Da Padova ad Asiago 

La storia della Specola di Padova ha inizio nella seconda metà del Settecento ed arriva fino agli anni '30, quando Giovanni Silva divenne direttoredell'Osservatorio patavino. Da subito egli si adoperò per dotare l’astronomia padovana di un grande telescopio, indispensabile per le moderne ricerche astrofisiche che avevano assunto un ruolo preponderante nei confronti dell'astronomia classica di posizione. Fino a quel momento, infatti, le ricerche condotte alla Specola erano essenzialmente di carattere geodetico e teorico, o rivolte alla determinazione della posizione di stelle, pianeti o comete per il calcolo delle loro orbite. Silva iniziò i primi lavori di carattere astrofisico a Padova, utilizzando il piccolo equatoriale Dembowski (obiettivo di 19 cm), posizionato in un cupolino nei pressi della Specola, con il quale si occupò dello studio di alcune stelle variabili. In seguito il bisogno di rimanere al passo con gli sviluppi degli altri Osservatori europei e americani, indussero Giovanni Silva a cercare un luogo adatto alla costruzione di un nuovo, grande telescopio, da far operare lontano dalle luci della città.

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News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • I ricordi personali di chi ha conosciuto e lavorato con il premio Nobel 2002 per la Fisica e ha voluto testimoniarlo qui, sulle pagine di Media Inaf: Salvatore Sciortino, Sperello di Serego Alighieri, Gianni Zamorani, Piero Rosati, Stefano Borgani, Roberto Gilli, Maurizio Paolillo e Paolo Tozzi

  • Arriva in Italia il 19 dicembre la serie evento creata dallo showrunner di ”House of Cards”, Beau Willimon. Storia del primo volo umano con destinazione Pianeta rosso. I primi due episodi in anteprima gratuita martedì 18 dicembre in 30 sale cinema

  • A mezzo secolo dalla pubblicazione su “Nature” dell’articolo che descriveva la scoperta della prima pulsar, il “Libro dell’Anno” Treccani ospita nella sezione “Personaggi” un articolo di Patrizia Caraveo dedicato a Jocelyn Bell Burnell. Ve lo riproponiamo con il consenso dell’autrice

  • Analizzando campioni di rocce prelevati nel sistema di grotte noto come Imawarì Yeuta, in Venezuela, un gruppo multidisciplinare di ricercatori ha dimostrato che l’attività metabolica di comunità microbiche complesse è coinvolta nella formazione di particolari depositi di silice opalina. Depositi simili sono stati osservati anche su Marte dal rover Spirit della Nasa: dal Venezuela a Marte, il passo potrebbe essere più breve del previsto. I risultati sono stati pubblicati su Scientific Reports

  • Osservati i segni di una neonata onda d’urto di prua – bow shock in inglese – generata dal vento solare attorno alla cometa 67P: è la prima volta che il fenomeno viene colto nella fase di formazione. I risultati dello studio, condotto rianalizzando i dati della suite di strumenti Rosetta Plasma Consortium, sono pubblicati su Astronomy & Astrophysics

  • Dal 6 all'11 dicembre la sonda Mars Reconnaissance Orbiter ha fotografato il lander, il suo scudo termico e il paracadute che ora si trovano nella regione sabbiosa di Elysium Planitia

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