SUPERNOVAE E STELLE BINARIE INTERAGENTI

Lo studio delle supernove, delle nove e delle binarie interagenti è da sempre uno dei principali filoni di ricerca a OAPD, sotto l'impulso iniziale dell'allora Direttore Leonida Rosino. Diversi ricercatori a OAPD continuano questi studi usando telescopi da terra e osservatori spaziali per campionare l'intero spettro elettromagnetico. Queste osservazioni soono poi analizzate per mezzo di strumenti di simulazione di curve di luce e spettri.

The Supernova remnant of G292.0+1.8 Le supernove sono studiate intensivamente per capire l'estensione e l'origine della loro diversita' e stabilire il legame con i diversi scenari per l'evoluzione dei progenitori e i meccanismi di esplosione. Per le supernove di tipo Ia l'obiettivo è stabilire il livello di confidenza per il loro utilizzo come indicatori di distanza per la misura delle dimensione e del destino dell'Universo. Per la verifica della possibile evoluzione con l'eta' cosmica delle proprieta' osservate delle SNIa e' cruciale affrontare la questione della natura dei loro progenitori. Si affronta il problema da due punti di vista: attraverso la simulazione numerica delle proprieta' spettrali osservate, inclusa la rivelazione del materiale circumstellare, e mediante la caratterizzazione della distribuzione dei tempi di ritardo dalla formazione all'esplosione ,dalla misura della loro frequenza in diversi ambienti.

Lo studio delle supernove da collasso del nucleo serve ad approfondire la nostra conoscenza sull'evoluzione delle stelle massicce, con particolare interesse per l'influenza delle metallicita', della perdita di massa e delle deviazioni dalla simmetria sferica . Inoltre, a dispetto dei progressi nel campo,  è ancora importante derivare delle indicazioni per i meccanismi di esplosione e per la nucleosintesi.   In questo contesto, ricercatori di OAPD danno un contributo importante al progetto PESSTO, il monitoraggio spettroscopico di transienti che utilizza telescopi ESO e  renderà i dati immediatamente pubblici,   che e' disegnato per studiari gli oggetti piu' estremi nella distribuzioni di proprieta' delle supernovae. Le osservazioni ottenute con questo e altri programmi osservativi  sono analizzate per mezzo di strumenti di simulazione del trasporto di radiazione che includono i modelli MonteCarlo degli spettri e delle curve di luce e  modelli a una  e tre dimensioni, non-LTE per gli spettri nebulari.

La determinazione della frequenza di supernove di tutti i tipi e' un argomento distintivo dello studio di supernove a OAPD con l'accurata definizione dei campioni di galassie e lo studio dei diversi effetti di selezione, Le ricerche in questo settore continuano con particolare attenzione all'evoluzione della frequenza col redshift e alla sua interpretazione, nel contesto della evoluzione cosmica, in relazione al tasso di formazione di stelle.

L'ampia varietà di binarie interagenti è investigata attraverso il monitoraggio sistematico e su lungo tempo scala con i telescopi di Asiago, in combinazione con osservazioni da altri siti. Si studiano le nane bianche in sistemi binari che sono soggetti a rapido trasferimento di massa come potenziali progenitori delle SNIa e specialmente delle nove ricorrenti. L'obiettivio e' derivare le abbondanze nel gas espulso per verificare se la materia che viene trasferita sulla nana bianca e' completamente espulsa o meno.  Una ricerca complementare riguarda la popolazione di queste binarie in galassie esterne. Si studiano i diversi tipi di binarie e si cerca la correlazione con le popolazione stellari di appartenenza.Infine si studiano specifiche nove classiche e ricorrenti per determinare la loro energetica, la velocita' di espansione del materiale eiettato, e mappare l'intera evoluzione dell'esplosione. Stelle binarie simbiotiche sono osservate in modo sistematico per derivare, tra l'altro, le orbite e i parametri fisici dei diversi componenti. 

News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • L’hanno vista in tanti, tantissimi, dal nord al sud del Paese. E due camere del progetto Prisma, quella di Trieste e quella di Capua, sono riuscite a immortalarla: è la “super stella cadente” che ha solcato i cieli della Penisola alle 20:55:32 del 18 agosto. Se l’avete vista anche voi, gli astronomi attendono la vostra segnalazione

  • Scoperto nel 2010, l’asteroide della fascia principale 2010 CV60 era stato dedicato – dall’astronoma dell'Agenzia spaziale statunitense Amy Mainzer – alla cantautrice scomparsa ieri, giovedì 16 agosto, all’età di 76 anni

  • È dallo scorso 10 giugno che il rover Opportunity della Nasa non dà segni di vita. Ma la tempesta di polvere che lo ha costretto all’isolamento sembra placarsi, e i tecnici della missione si preparano a tentare di ristabilire un collegamento

  • In orbita stetta attorno a una stella a 650 anni luce da noi, il gigante gassoso ha una temperatura elevatissima: oltre 4000 gradi. La rilevazione dei metalli è avvenuta grazie allo strumento Harps-N del Tng. Fra gli autori dello studio, pubblicato oggi su Nature, c’è anche Emilio Molinari, direttore dell’Inaf di Cagliari

  • Inauguriamo con quest’intervista a Lorenzo Amati, principal investigator di Theseus, uno speciale in tre puntate dedicato alle missioni – Theseus, appunto, Spica ed EnVision – in corsa per la selezione M5 dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea

  • I protoni presenti nei nuclei degli atomi più pesanti sembrano avere in media più “vigore” dei neutroni, e questo proprio per il fatto di essere in minoranza. Fenomeno che dovrebbe dunque presentarsi ancora più marcato nelle stelle di neutroni. Lo studio oggi su Nature

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