GALASSIE ATTIVE (AGN)

L'attività nucleare è un ingrediente fondamentale per capire la storia di formazione delle galassie. Essa è manifestata dalla presenza di buchi neri di grande massa che si trovano in uno stato di inatività al centro di molte (forse tutte) le galassie che contengono una sicnificativa comonente sferoidale. Le molte similarità tra le proprietà globali della galassie attive e non attive indicano che vi è stata una  origine comune per entrambe indipendentemente dalla presenza di attività nel nucleo. Per caratterizzare le regioni nella sfera di influenza di questi buchi neri di grande massa si studiano le relazioni tra le proprietà delle galassie e la massa del buco nero e come questa evolve con il tempo su scala cosmologica.

All'OAPD si fanno questi studi per galassie a grandi distanze (alti redshift) utilizzando le osservazioni di altissima qualità ottenute con VLT e HST.

Le immagini così ottenute permettono di tracciare l'evoluzione della relazione tra la massa del buco nero e quella della galassia ospite per capire l'esatto ruolo che la formazione dei buchi neri nel nucleo hanno nella formazione ed evoluzione delle galassie.  Questi studi si confrontano con quelli fatti su radiogalassie nell'Universo vicino (basso redshift) che permettono di determinare il piano fondamentale delle RG e confrontarlo con quello delle normali galassie ellittiche passive.

La fenomenologia globale degli AGN viene anche studiata utilizzando le molteplici proprietà spettrali (esempio emissione del continuo e delle righe di emissione ). Questo studio permette di ricavare informazioni fondamentali sulla struttura e le condizioni fisiche e dinamiche  delle regioni che emettono radiazionne in vicinanza del buco nero al centro dell'AGN.   

News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • In orbita stetta attorno a una stella a 650 anni luce da noi, il gigante gassoso ha una temperatura elevatissima: oltre 4000 gradi. La rilevazione dei metalli è avvenuta grazie allo strumento Harps-N del Tng. Fra gli autori dello studio, pubblicato oggi su Nature, c’è anche Emilio Molinari, direttore dell’Inaf di Cagliari

  • Inauguriamo con quest’intervista a Lorenzo Amati, principal investigator di Theseus, uno speciale in tre puntate dedicato alle missioni – Theseus, appunto, Spica ed EnVision – in corsa per la selezione M5 dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea

  • I protoni presenti nei nuclei degli atomi più pesanti sembrano avere in media più “vigore” dei neutroni, e questo proprio per il fatto di essere in minoranza. Fenomeno che dovrebbe dunque presentarsi ancora più marcato nelle stelle di neutroni. Lo studio oggi su Nature

  • Sono fino a mille volte più luminose della Via Lattea, ma oscurate da gas e polveri: gli astronomi le hanno chiamate Hot Dog. Per la prima volta, grazie a uno studio guidato da Luca Zappacosta dell'Inaf di Roma, possiamo vedere queste galassie in dettaglio nei raggi X

  • Al secondo tentativo è felicemente riuscito il lancio della sonda Nasa Parker Solar Probe, che studierà il Sole molto da vicino. Era presente anche il fisico che teorizzò 60 anni fa l’esistenza del vento solare, Eugene Parker, a cui la missione è dedicata

  • Perché siamo così affascinati dalla presenza di un lago sotterraneo sul Pianeta rosso? E come hanno fatto gli scienziati a individuarlo? Con il consenso dell'autrice, Patrizia Caraveo, vi riproponiamo quest'articolo apparso ieri sul Sole 24 Ore

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