SISTEMA DI VIDEOCONFERENZA

L'OAP ha in dotazione un sistema per Videoconferencing con cui e' possibile collegarsi in remoto con qualsiasi altra sede INAF oppure con qualsiasi altro interlocutore che utilizzi un dispositivo dalle stesse caratteristiche.
Inoltre questo apparato consente di collegarsi al sistema di videoconferenze multiple (c.d. MCU) del GARR attraverso il quale e' possibile organizzare sessioni ad n partecipanti.
La stazione LifeSize Express 220 e' un set top box per videoconferenza con capacita' full HD in in standard H.323 e SIP con annessa videocamera FullHD e monitor da 42'' che puo' essere utilizzato sia per comunicazioni private, sia per meeting, sia per seminari.
L'installazione e' attualmente presente in Sala Japelli.
Franco Tinarelli dell'IRA di Bologna, ha preparato un manuale operativo (link in basso) che illusta in maniera chiara e dettagliata le procedure per accedere al sistema di videoconferenze del GARR (MCU) e prenotare una "stanza" per ospitare una sessione di videoconferenza. L'accesso al GARR puo' venire con le credenziali che il personale strutturato INAF utilizza abitualmente per il sito Web dei cedolini paga, pertanto non e' necessaria altra registrazione.
Tutti gli apparati in dotazione alle sedi INAF rispondono ad uno standard per l'assegnazione dei nomi, per cui ognuno di essi sara' raggiungibile all'indirizzo: videoconf."dominio_sede".
Ad esempio, il nostro apparato e' raggiungibile all'indirizzo videoconf.oapd.inaf.it.
Conoscere il nome dell'apparato dell'interlocutore (un po' come un numero di telefono) e' utile solo per collegamenti uno a uno, ovvero quando si chiama direttamente un'altra sede, ma diventa inutile nel caso si partecipi ad una multiconferenza perche' dovranno collegarsi direttamente alla MCU del GARR.

N.B. Il sistema in nostra dotazione gestisce connessioni dirette solo con un (1) altro interlocutore, quindi, se ad esempio si vuole parlare in tre, bisogna sempre appoggiarsi al GARR.

Documenti utili

 

Link utili:

News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • Sulla rivista Science è uscito uno studio che mostra le immagini della galassia più luminosa dell'universo nell'atto di spogliare quasi metà della massa di tre delle sue vicine più piccole. La luce di questa galassia, nota come W2246-0526, ha impiegato 12.4 miliardi di anni per raggiungerci e noi la stiamo vedendo ora com’era quando il nostro universo aveva solo un decimo della sua età attuale

  • Per la prima volta è stata individuata una possibile stella progenitrice per una supernova di tipo Ic. Secondo due ricerche indipendenti, dovrebbe essere una stella massiccia da una cinquantina di masse solari, così calda da perdere gli involucri esterni di idrogeno ed elio, o forse defraudata da una stella compagna

  • Le stelle della nostra galassia dovrebbero girare intorno al nucleo con un moto di rotazione in equilibrio dinamico. Analizzando i dati del satellite Gaia è stato possibile ottenere le più estese mappe di velocità delle stelle della nostra galassia. Mappe che mettono in discussione l’ipotesi che le stelle ruotino con soli moti circolari: sono stati, infatti, rivelati moti radiali e verticali e differenze nella velocità di rotazione in diverse zone stellari

  • Un agile volume scritto da una giornalista con dottorato in astronomia racconta la storia della scoperta dei buchi neri – delle osservazioni, degli scienziati e delle sfide tecnologiche che ci hanno portato a svelarne il comportamento.

  • Il cratere misura più di 31 chilometri di diametro e per questo è stato collocato tra i 25 più grandi crateri da impatto sulla Terra. È rimasto sotto il ghiaccio per migliaia di anni

  • Al vertice di collaborazione scientifica e tecnologica fra i due paesi erano presenti anche il premier indiano, Narendra Modi, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha citato tra i progetti di grande rilevanza strategica per l’Italia Ska ed Elt. Il resoconto di Luca Valenziano, rappresentante della presidenza Inaf

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