Lo stereotipo dello scienziato è ormai immutabile o sta cambiando da qualche decennio a questa parte? E in quale misura i mezzi di comunicazione di massa influenzano l’immaginario dei più giovani? A queste domande ha provato a risponder eun gruppo di ricercatori padovani con un’inchiesta svolta tra alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado. Dai loro disegni spunta qualche novità

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Ma gli astronomi sono veri scienziati?

Certo che lo sono! Ma a quanto risulta dai disegni, i ragazzi distinguono nettamente tra astronomi da un lato e scienziati e chimici dall’altro. Non sembrano infatti avere molto in comune tra loro.

          

Scienziato e chimico portano spesso camice, badge e occhiali insieme a provette, microscopi o altri strumenti di laboratorio. L’astronomo invece, secondo le attese, tende a essere rappresentato con un telescopio mentre guarda le stelle. Ma fin qui nulla di particolarmente nuovo.

Quel che sorprende è che la netta distinzione tra le figure viene marcata anche da variabili più complesse.

Gli astronomi ricorrono raramente a bacchette magiche, pozioni, macchine del tempo, ali volanti o fluidi “anti-puzza”, che invece si ritrovano molto più frequentemente nelle rappresentazioni di scienziati (41%) e chimici (41,5%)!

         

E lo stesso accade per le esplosioni: gli astronomi rimandano a un universo simbolico di sicurezza, dove la ricerca scientifica è in sintonia con la natura e non lascia spazio a mondi pericolosi e sconosciuti. Guardando ai dati, rileviamo che le esplosioni sono associate agli astronomi solo nell’1% dei casi di classe primaria e addirittura in nessun caso nella scuola secondaria. Scienziati e chimici invece sono percepiti diversamente e associati all’esplosione in misura più consistente (7% nel caso di scienziati e 8% nel caso di chimici).

I dati si fanno ancor più netti quando si parla di pericolo: veleno, teschi, croci o scritte come “Danger” o “Do not enter” sembrano proprio non riguardare gli astronomi. Ad essere pericolosi, secondo i ragazzi intervistati, sono senza dubbio i chimici, spesso dipinti mentre sono alle prese con marchingegni improbabili dalle potenzialità pericolose.

 

Sembra quasi che i ragazzi continuino a percepire la chimica come un’attività di manipolazione che può comportare qualche rischio e riconoscano invece in qualche modo il carattere prettamente osservativo della ricerca astronomica. Inoltre, il fatto che l’immagine degli scienziati risulti accomunata a quella dei chimici, piuttosto che a quella degli astronomi, lascia intendere che il tratto della manipolazione potenzialmente pericolosa si estende fino a comprendere la scienza in senso lato.