Lo stereotipo dello scienziato è ormai immutabile o sta cambiando da qualche decennio a questa parte? E in quale misura i mezzi di comunicazione di massa influenzano l’immaginario dei più giovani? A queste domande ha provato a risponder eun gruppo di ricercatori padovani con un’inchiesta svolta tra alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado. Dai loro disegni spunta qualche novità

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Scienza mediata: effetto fantasy sulla scienza

COME I MEDIA INFLUENZANO LA PERCEZIONE DELLA SCIENZA

 

Ma tra coloro che dichiarano il proprio interesse per la scienza, sebbene si tratti di una minoranza, è possibile osservare un’incidenza più significativa dell’immaginario scientifico?
In generale gli effetti appaiono ancora piuttosto limitati; tuttavia, considerando l’intero campione, senza quindi particolari distinzioni dovute all’età, possiamo riscontrare due linee di tendenza.

Da un lato possiamo notare che i ragazzi abituati a fruire di argomenti scientifici tendono a rappresentare più degli altri determinati elementi fortemente attesi: per esempio si registra una maggiore ricorrenza di stelle e telescopi nei disegni di astronomi oppure una maggiore frequenza di camici e provette fra scienziati e chimici. Si tratta quindi di elementi piuttosto superficiali, immediatamente riconoscibili, ma che al tempo stesso non richiedono una rielaborazione propria e più profonda dei concetti.

 

La seconda tendenza riguarda invece proprio quegli elementi più controversi, come l’associazione fra scienza e pericolo o l’evocazione del magico e di riferimenti alla fantascienza. Sembra, infatti, che i ragazzi più abituati a guardare la scienza in televisione o a leggerla in riviste di divulgazione tendano più degli altri a rappresentare gli scienziati attraverso il ricorso all’immaginario della fantascienza, o collegandoli a esplosioni e, in generale, al pericolo. Si tratta di un risultato che, in fondo, dovrebbe sorprenderci solo in parte, poiché conferma il fatto che i media, per attirare il giovane pubblico verso la scienza, ricorrono a strategie narrative ed iconologiche nelle quali la realtà si mischia alla pura fantasia.

Nel panorama del consumo mediatico, solo i libri di divulgazione scientifica vanno nella direzione opposta, contribuendo a formare nei giovani lettori una visione più realistica della ricerca scientifica; televisione, videogiochi e riviste sembrano, al contrario, agire sui ragazzi utilizzando strumenti comunicativi che mentre attirano il pubblico dei più giovani non riescono però a trasmettere un’immagine della scienza aderente all’effettiva pratica della ricerca, quasi che il prezzo da pagare per ottenere l’attenzione dei ragazzi sia necessariamente quello di fornire una versione caricaturale della scienza e del lavoro di ricerca.