Lo stereotipo dello scienziato è ormai immutabile o sta cambiando da qualche decennio a questa parte? E in quale misura i mezzi di comunicazione di massa influenzano l’immaginario dei più giovani? A queste domande ha provato a risponder eun gruppo di ricercatori padovani con un’inchiesta svolta tra alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado. Dai loro disegni spunta qualche novità

Torna alla    Home

LA METODOLOGIA

“Misurare” la percezione che i ragazzi hanno della scienza non è questione facile; molti sono i modi che consentono di raccogliere informazioni sul loro immaginario - interviste, focus group, rappresentazioni grafiche - ma è molto delicato fare in modo che tale repertorio arrivi “incontaminato” al ricercatore, cioè senza subire alcuna influenza da parte di genitori e insegnanti. Ed è altrettanto difficile trovare un criterio di analisi obiettivo che consenta di “leggere” tali dati in modo coerente.

 

Tra le varie possibilità, abbiamo deciso di lavorare con un metodo chiamato Draw a Scientist Test, che consiste nel far disegnare a ogni ragazzo una delle figure oggetto della ricerca. Nel nostro caso si è assegnato a ciascuno studente il compito di disegnare un astronomo o un chimico o uno scienziato, in modo tale che il totale di rappresentazioni delle tre figure fosse equivalente.

 

Inoltre, ogni alunno coinvolto ha compilato un breve questionario (con formulazioni differenziate a seconda dell’età) che conteneva domande sulla provenienza socioculturale (per esempio la professione dei genitori), sulla familiarità con argomenti di tipo scientifico (giochi scientifici, utilizzo di laboratori didattici, visite a musei), sull’interesse nei loro confronti (le materie scolastiche preferite, la fruizione di programmi televisivi e la lettura di libri di divulgazione).

Questionario proposto agli studenti della Scuola Primaria

Questionario proposto agli studenti della Scuola Secondaria

 

Ma come interpretare disegni e questionari al fine di descrivere i tratti dell’immaginario scientifico dei giovani?

Abbiamo optato per una cosiddetta analisi del contenuto ex-post: È stata costruita una griglia con più di 80 variabili e ogni variabile è stata ricercata in ogni disegno e questionario (ad esempio “la figura rappresentata indossa occhiali?” oppure “sono presenti elementi magici o fantascientifici?”, o ancora “qual è la trasmissione preferita del ragazzo?”). L’insieme delle variabili, alcune delle quali riferite alla rappresentazione, altre riferite al background dello studente, hanno permesso di “tradurre” disegno e questionario in dati elaborabili al computer.

 

È stato così possibile tracciare un quadro di insieme che ha reso visibili il profilo di scienziato, astronomo e chimico, le linee di cambiamento, gli elementi immutati e i tratti specifici delle tre figure.

 

L’analisi da noi condotta si distingue quindi rispetto alle precedenti sullo stesso argomento sia per la vastità di ragazzi coinvolti nell’analisi (1300 studenti in totale), sia per la tipologia di indagine che non si limita a studiare la rappresentazione della generica categoria di scienziato ma si apre anche a astronomo e chimico, con l’obiettivo di individuare come i ragazzi percepiscano le linee di confine tra le tre figure.