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Lo stereotipo dello scienziato è ormai immutabile o sta cambiando da qualche decennio a questa parte? E in quale misura i mezzi di comunicazione di massa influenzano l’immaginario dei più giovani? A queste domande ha provato a risponder eun gruppo di ricercatori padovani con un’inchiesta svolta tra alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado. Dai loro disegni spunta qualche novità
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Dal 2001 al 2006 INAF ha svolto un’iniziativa di didattica dell’Astronomia per le scuole primarie e secondarie di primo grado venendo a contatto con anche 1000 classi italiane all’anno. Questo continuo rapporto con gli studenti e gli insegnanti ha mosso il sospetto che qualcosa fosse cambiato, rapidamente e recentemente, nello stereotipo di scienziato elaborato dalle ultimissime generazioni di scolari rispetto alle precedenti.
Cercare di capire se questo sospetto fosse vero certamente non è lavoro da astronomi. Per questo si è cercata la collaborazione e il fondamentale supporto del Dipartimento di Sociologia dell’Università di Padova, e con loro si è deciso di analizzare come bambini e ragazzi italiani dai 6 ai 13 anni rappresentino oggi i protagonisti della scienza – scienziati, chimici, astronomi – per definire punti in comune e differenze tra le tre figure professionali e comprendere quanto i media influenzino la costruzione di tali rappresentazioni.
Capire quale sia il punto di partenza nell’immaginario di ragazzi e ragazze quando si parla di scienza e scienziati è infatti fondamentale per elaborare e praticare una didattica efficace. Senza dubbio, infatti, bambini e ragazzi costituiscono i destinatari più ricettivi e, allo stesso tempo, gli elaboratori più diretti del repertorio offerto dai media poichè restituiscono senza troppe razionalizzazioni e dunque in modo nitido ciò che l’immaginario collettivo propone riguardo alla scienza e alla tecnologia.