Il discorso di F. Zagar

Nel grande avvenimento che oggi celebra l'Astronomia Italiana, sentiamo rivivere la gloria di tanti nomi che illustrarono la Specola e con essa l'Università di Padova, e con intima gioia vediamo avverarsi un sogno, vediamo maturare il frutto di un primo seme fecondo gettato in un incontro, ormai lontano, dei due maggiori artefici di questa realizzazione, al quale, come allievo di Padova, ebbi la ventura di assistere.

Se l'Università e l'Osservatorio di Padova possono essere orgogliosi di vedere tutta l'Astronomia Italiana rappresentata in questo fausto avvenimento, ciò è perchè il Magnifico Rettore Carlo Anti ed il nostro impareggiabile Maestro Giovanni Silva, coadiuvati da valorosi astronomi e tecnici, hanno saputo creare un istituto che segnerà una tappa durevole nel cammino scientifico.

Un istituto di ricerca pura, nato dalla collaborazione disinteressata di uomini valenti, è un fatto che allieta e conforta oggi più che mai l'umanità in travaglio. La scienza vera è tanto più sublime quanto più inutile puù sembrare agli ignoranti. Non è infatti con le applicazioni della tecnica moderna, siano esse grandiose o mostruose, ne con le invenzioni utilitarie, che pure sono risultato della scienza, che si eleva lo spirito umano alle più alte concezioni della vita e dell'esistenza.

L'Uomo, anche il più primitivo, avrà sempre una venerazione per l'Astronomia, anche il più profano guarda a questa Scienza con un senso di mistica devozione, perchè intuisce che l'astrazione della mente dalle cose terrene conduce verso le più nobili conquiste.

Istrumento potente di ricerca pura dunque, che onora insieme la scienza e la tecnica italiana; ma giacche una macchina, per quanto ingegnosa e formidabile, rimane sempre materia morta senza uno spirito che la faccia lavorare e la guidi razionalmente, sia detta anche una parola ai giovani, che sono pure presenti in questa lieta occasione. Voi sapete che quanto vi abbiamo detto dalla cattedra non costituisce che una minima parte di quell'edificio maestoso che nel corso dei secoli l'umanità ha saputo costruire, e che a sua volta questo edificio vale quanto un bicchiere d'acqua di fronte all'oceano inesplorato e in parte poggia anche su basi poco sicure. Moltissimo rimane da fare e soprattutto la nostra Scienza ha bisogno di dati di osservazione, che non saranno mai sufficienti. Qui lo Stato magnanimo vi mette a disposizione un mezzo degno di massima cura e di massimo interesse da parte vostra ed avete il sacro dovere di dedicarvi ad esso con cuore e animo, perseverando nella dura via della ricerca, sotto la guida dei vostri maestri. E' legittimo allora sperare ed augurarsi le maggiori conquiste nel prossimo avvenire, cosicchè questo Istituto rinnoverà le glorie dello Studio padovano e porterà alto e lontano il suo nome nel mondo.

Questo gigantesco occhio, muto e fedele, che si aprirà da oggi ogni notte sul cielo, diventi anche un faro di progresso e di civiltà nel mondo. E'questo, in brevi parole, l'augurio che a nome del più antico Osservatorio d'Italia e quale rappresentante della più antica Università italiana ho l'onore di porgere a questo nuovo figlio che da oggi entra nella nostra famiglia.


Francesco Zagar